Descrizione

È una sindrome caratterizzata da una sofferenza del III nervo digitale comune, causata da microtraumi cronici nel punto di passaggio fra le teste del III e del IV metatarso. È un nervo esclusivamente sensitivo che innerva la cute della parte apicale e interdigitale al di sotto del legamento intermetatarsale (per questo è possibile definirla anche come una sindrome canalicolare). In questo punto si realizza una specie di canale osteofibroso dove il nervo può venire sottoposto a microtraumi compressivi che portano gradualmente alla formazione del tessuto fibroso che si deposita tra le fibre nervose. L’aumento di volume del nervo assume un aspetto globboso e rotondeggiante che può arrivare anche al diametro di 8 mm / 1 cm. L’aumento di volume forma con maggiore facilità una compressione del nervo tra la testa del metatarso ed il legamento soprastante.

Interessano preferibilmente donne in età giovane adulta e si associa spesso ad altre condizioni come l’alluce valgo o le metatarsalgie. I sintomi sono descritti come un dolore lancinante, associato a scosse elettriche e crampi che interessano l’avampiede e le dite intermedie; in genere i disturbi vengono scatenati dall’uso di calzature o dalla compressione laterale.

 

Cosa fare prima dell’intervento

La diagnosi della sindrome neuramoide è prevalentemente clinica, ma deve essere confermata da esami strumentali.

Lo specialista ortopedico effettua un attento esame clinico che non evidenza all’ispezione alterazioni significative, se non l’associazione con altre deformità, come l’alluce valgo. È in genere presente un dolore elettrico alla digito pressione dello spazio interessato, solitamente il III, esacerbato dalla compressione intermetatarsale che molto frequentemente è accompagnata da un caratteristico scatto molto indicativo (il segno di Mulder).

Spesso è associato un disturbo della sensibilità alle dita. Al sospetto della presenza di questa neoformazione lo specialista prescrive esami specialistici come una ecografia o una risonanza magnetica, associati sempre ad un esame radiografico dei piedi. Nei casi in cui la neoformazione è molto piccola si può effettuare una terapia incruenta, come l’applicazione di onde d’urto focalizzate, l’uso di un plantare di scarico metatarsale, oppure terapie infiltrative con l’uso di cortisonici o di altre sostanze chimiche per aggredire il nervo (le percentuali di successo sulla risoluzione del problema sono buone). Quando la terapia incruenta fallisce, l’unica soluzione è quella chirurgica.

 

Intervento chirurgico e ricovero

Il paziente effettua gli esami del pre-ricovero, dove lo specialista conferma, alla visione dell’esame ecografico o RMN, lo spazio interessato dalla sindrome neuromatosa.

La tecnica chirurgica è mini-invasiva, anestetizzando il solo piede interessato dal neuroma; una piccola incisione dorsale di 3-4 cm nello spazio interessato consente di asportare il neuroma e di effettuare una detersione del legamento intero-metatarsale con una accurata emostasi dei vasi.

Il paziente solitamente viene dimesso nel corso della stessa giornata, con apposita scarpa ortopedica a suola rigida.

 

Cosa fare nel post-operatorio

Il paziente deve indossare l’apposita calzatura per 2 settimane, il tempo necessario per la guarigione della ferita chirurgica. Durante le 2 settimane post-operatorie è consigliabile effettuare delle caute mobilizzazioni delle dita, quando non si cammina. Questa è infatti l’unica kinesiterapia da eseguire per qualche altro giorno dopo la desutura.

 

Complicazioni

Sono pressoché inesistenti, se non la recidiva con una probabilità del 7-8%.

È importante ricordare l’attenzione che lo specialista ortopedico deve avere nell’evidenziare, prima dell’intervento, altre condizioni, come un sovraccarico metatarsale come concausa del dolore, per non confondere una recidiva con altri disturbi di tipo metatarsalgico.

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